Chiamati ad annunciare

“I Capi dell’associazione hanno scelto di fare proprio il messaggio di salvezza annunciato da Cristo  e ne danno testimonianza secondo la fede che è loro concessa da Dio” (dal Patto Associativo AGESCI)

Carissimi,

con la quarta domenica di quaresima, il tempo della nostra quarantena sta acquistando un significato diverso.
Diventa infatti questo un momento in cui, nell’emergenza, si riannodano relazioni, si vive una fase nuova dell’esperienza comunitaria, e la comunicazione diventa un fatto fondamentale.
Anche la quotidianità familiare recupera intensità, calore, intimità.
Nei racconti che riempiono le nostre giornate anche la fede nel Signore Dio non può che trovare il giusto spazio: “Ascolta Israele, Il Signore è il nostro Dio. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi io ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi, e li scriverai sugli stipite della tua casa e sulle tue porte” (Deut. 6,4-9).
Sono queste le giornate dell’ascolto, dell’obbedienza, del silenzio: così si accoglie l’invito  della Sapienza a diventare sapienti: “Ora figli ascoltatemi, beati quelli che seguono le mie vie..beato l’uomo che mi ascolta..infatti chi trova me trova la vita e ottiene il favore del Signore” (Pr 8,33-35).

Stefano, Monica e Don Walter.

Proposta: semplice liturgia domestica

Vi proponiamo ancora una semplice liturgia domestica:
-Preparate un piccolo angolo della casa, che potrebbe rimanere come lo spazio per la preghiera che vi ritagliate in questo periodo.
-mettete al centro una piccola tovaglia con la Bibbia aperta; i segni di questa settimana sono diversi: la luce è senza dubbio l’elemento fondamentale, un bastone che sorregge e sostiene i nostri passi, un pò di fango, dell’olio.
-leggete le letture della domenica, con calma, coinvolgendo tutti.
-fate un po’ di silenzio.
-prima della recita del Credo, espressione della nostra fede, gli adulti ungono i componenti della famiglia in segno di benedizione e di forza
-concludete con la preghiera dei fedeli.
-infine, se volete, pregate  ascoltando il canto che trovate allegato (il testo alla fine dell’articolo).

I temi

Non siamo soli!

Le letture di questa domenica  laetare, in cui la Chiesa ci invita a rallegrarci, rappresentano per tutti noi un motivo di consolazione.

 “Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla..anche se vado per valle oscura non temo alcun male”: sono queste le parole del salmista che risuonano nella liturgia odierna. Come il cieco anche noi siamo chiamati a fare un cammino, dal buio alla luce, dall’oscurità alla visione.

Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce del Signore” dice san Paolo. Solo fidandoci di Colui che ha la forza di far irrompere la luce sulle tenebre recupereremo il senso autentico delle cose, la capacità di apprezzare la vita e di godere del volto e della presenza degli altri.

E’ la fede che si fa chiarezza l’elemento che dà stabilità ed equilibrio ad un’esistenza smarrita, impaurita che, spesso, procede a tentoni. Credere è vedere, ascoltare colui che ti parla, colloquiare col Vivente.

 “Tu credi nel figlio dell’Uomo?…Credo, Signore”.

Dal primo libro di Samuele
(1Sam 16,1b.4.6-7.10-13)

In quei giorni, il Signore disse a Samuele: «Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato. Quando fu entrato, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore». Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi.

Parola di Dio

Dal Sal 22 (23)

R. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia. R.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. R.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.R.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. R.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
(Ef 5,8-14)

Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto in segreto da [coloro che disobbediscono a Dio] è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto: «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà».

Parola di Dio

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
 Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita. (Cfr. Gv 8,12)
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Dal Vangelo secondo Giovanni
(Gv 9,1-41 )

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: Va’ a Sìloe e làvati!. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!». Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane».

Parola del Signore.

Breve momento di silenzio

Tutti vengono unti sulla fronte

Recita del credo

Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
mori e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture, è salito al cielo,
siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa,
una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo Battesimo
per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà.
Amen.

Preghiera dei fedeli

G Davanti a Dio siamo tutti poveri e ciechi, eppure siamo segni del suo amore. Preghiamo per noi che abbiamo ricevuto i sacramenti del battesimo, della cresima e della eucaristia, e per quanti si preparano a riceverli: Dio li illumini con il vangelo e la risurrezione del suo Figlio.

℟. Donaci, o Dio, il tuo Spirito.

L Padre della luce, fa’ splendere sulle tue Chiese la luce e la vita del vangelo. Apri gli occhi dei credenti perché vedano il tuo agire in mezzo agli uomini. Noi ti preghiamo.

L Padre della luce, fai splendere su tutti i popoli la luce e la vita del vangelo. Apri gli occhi di ogni uomo, perché veda il tuo volto ch risplende in Cristo, morto e risorto. Noi ti preghiamo.

Padre della luce, fa’ splendere su quanti si preparano al battesimo e ai sacramenti pasquali la luce e la vita del vangelo. Apri e lava gli occhi dei catecumeni nell’acqua battesimale, perché vedano il tuo agire nella loro vita, si convertano e credano. Noi ti preghiamo.

L Padre della luce, fai splendere su di noi, qui riuniti nel desiderio dell’eucaristia, la luce e la vita del vangelo. Apri gli occhi di quanti fra noi dormono nella tiepidezza o sono come morti per la disperazione e il dolore, affinché vedano la luce che splende dalla speranza della risurrezione del tuo Figlio. Noi ti preghiamo.

Padre Nostro

G O Dio, Padre della luce, tu vedi le profondità del nostro cuore; non permettere che ci domini il potere delle tenebre, ma apri i nostri occhi con la grazia del tuo Spirito, perché vediamo colui che hai mandato a illuminare il mondo, e crediamo in lui solo, Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

T Amen.

Proposta di canto

https://drive.google.com/file/d/1t81ozkqynr57jE7dHg4nFws9DcWe7lB7/view

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